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sabato 18 aprile 2009

AGGIORNAMENTI SUL PRESIDIO A PALERMO CONTRO GLI INCENERITORI

Così come ricevo pubblico un comunicato del comitato "Siracusa Rifiuti Zero ":
La Giunta di Governo regionale che avrebbe dovuto deliberare sul nuovo bando di gara per dare il via libera alla costruzione dei 4 inceneritori voluti da Cuffaro dimensionati per bruciare la quasi totalità dei rifiuti prodotti in Sicilia, dopo il primo rinvio del 3 aprile, anche ieri venerdì 17 aprile, è stata prima sospesa e poi rinviata a data da destinarsi. Il Comitato Siracusa Rifiuti Zero, gli altri Comitati Rifiuti Zero siciliani e le Associazioni ambientaliste firmatarie dell'esposto-diffida continueranno a vigilare, presidiare, informare, denunciare. Ti invitiamo a firmare la petizione e a diffonderla a tutti i tuoi contatti. "FERMIAMO I 4 INCENERITORI IN SICILIA" cliccando su questo link: http://firmiamo.it/fermiamoi4inceneritoriinsicilia Inoltre ti invitiamo a mandare una email al Presidente della Regione Sicilia, On. Raffaele Lombardo, per manifestare il tuo dissenso. La mail và inviata a: maria.bonanno@regione.sicilia.it Il testo potrebbe essere: Stimato Presidente della Regione Siciliana On. Raffaele Lombardo, con la presente vorrei condividere con Lei la mia preoccupazione per l'intenzione del governo regionale di costruire 4 inceneritori in Sicilia. L'incenerimento dei rifiuti é un processo estremamente dannoso per la salute delle persone. Le sostanze che emettono gli inceneritori, dalle diossine ai metalli pesanti, rappresentano un rischio per la popolazione che non é necessario correre. Bruciare i rifiuti é un inutile spreco di risorse. I rifiuti possono essere riciclati e trasformati in compost, non ha senso distruggerli e continuare ad estrarre materie prime. Esistono alternative all'incenerimento che devono essere prese in considerazione perche più idonee alla realtà del nostro territorio, non inquinano e creano nuovi posti di lavoro. Per favore non commetta questo grande errore, dica no all'incenerimento in Sicilia e segua l'esempio di molte altre cittá e paesi del mondo che hanno deciso di proibire l'incenerimento e adottare la Strategia Rifiuti Zero. Obama ha inserito la Strategia Rifiuti Zero nel suo programma, Schwarzenneger, governatore della California, la applica con successo dal 2004, perchè non può farlo anche Lei in Sicilia? Distinti saluti, ................... Questo è un momento cruciale per il nostro futuro. Firmare la petizione e inviare una email non costa nulla, ma può aiutare a salvare una vita. La tua!!

lunedì 10 novembre 2008

Incidente alla raffineria Erg Nord - La testimonianza di un lavoratore intossicato

Pubblicata sul sito www.megaraugusta.com la testimonianza di uno dei tanti operai rimasti intossicati a causa dell'incidente avvenuto nella raffineria ERG di Priolo il 5 Novembre 2008. Clicca QUI per leggere la notizia

lunedì 28 luglio 2008

Siracusa SCONTRO DI CULTURE

Ultima tappa del tour post-elettorale alla ricerca delle ragioni della disfatta delle sinistre. Nella città siciliana, tra petrolchimico, privatizzazione dell'acqua e volontariato. Dove l'Arcobaleno è troppo «sindacale» e il Pd nelle mani degli ex notabili Dc «Vecchio» industrialismo e «nuovo» ambientalismo
Astrit Dakli Siracusa.
Da mezzo secolo in qua, a meno di essere ciechi e contemporaneamente privi di olfatto, non si può arrivare a Siracusa dal nord senza la disturbante, apocalittica percezione della sua dimensione industriale. La ferrovia e le strade principali - quelle che congiungono l'ex centro politico e culturale più importante della Magna Grecia e dunque del Mediterraneo con Palermo, Catania, Messina e il resto d'Italia - passano tutte all'interno o a fianco del «polo petrolchimico», il più grande d'Europa; la visione, per chilometri e chilometri, delle torri di raffinazione, dei serbatoi, degli impianti di cracking, delle altissime «candele» fiammeggianti, accompagnata alla pesante puzza di idrocarburi, ai fumi, ai grovigli di tubi sgocciolanti, rende chiaro a chiunque quanto Siracusa abbia perso, nei venticinque secoli intercorsi fra il dominio del tiranno Dionigi I e quello di Stefania Prestigiacomo, ultima «dea protettrice» della città - anche se non responsabile dei suoi mali peggiori. Inquinamento dell'aria, dell'acqua e dei terreni, malattie respiratorie, malformazioni neonatali e mortalità sopra ogni media sono state il frutto di quella scelta drammatica di allineare lungo una delle spiagge più belle del Mediterraneo la Sincat, la Rasiom, l'Enichem, la Espesi, la Icam, la Isab, la Sasol, la Erg e chi più ne ha più ne metta, fino all'ultima e più grande di tutte, la russa Lukoil, sbarcata a Siracusa questa primavera comprando metà della Erg e mettendo le basi per un'ulteriore espansione dei volumi raffinati. Ma, dall'altra parte, quella scelta ha anche creato migliaia di posti di lavoro in un'area poverissima, aumentato il reddito, fatto nascere una cultura industriale, operaia, sindacale e politica (non si dimentichino i «fatti di Avola», pochi chilometri da Siracusa, con due uccisi e 48 feriti durante una manifestazione sindacale nel '68, e poi la lotta contro gli euromissili nella vicina Comiso) che in Sicilia quasi non esisteva - e che ora sta tornando a non esistere anche a Siracusa. «La maggior parte dei dirigenti della sinistra qui si sono formati con quella cultura, legata alla presenza del petrolchimico - racconta Ermanno Adorno, 50 anni di politica cittadina fra Psi, Psiup, Dp, Rifondazione, oppure in solitudine - e sono rimasti via via sempre più incapaci di capire che il mondo intorno a loro cambiava. A Siracusa la sinistra politica è sempre stata una sorta di emanazione del sindacato, che ha prodotto quadri e amministratori: ma oggi quel tipo di cultura non basta più. Gli operai del petrolchimico erano 35mila, oggi non arrivano a 7mila». I partitini della sinistra radicale, che hanno raccolto un po' l'eredità del vecchio Pci (i tre dell'Arcobaleno, prima del disastro elettorale di quest'anno, avevano quasi il 9 per cento nelle politiche) «si sono ormai chiusi in se stessi e hanno sempre meno rapporti con i cittadini; quanto al Pd, ha finito per incorporare gran parte della classe dirigente democristiana di una volta, assumendone la mentalità e i metodi. E il trasformismo regna sempre sovrano, contagiando un po' tutti, compresi gli uomini di sinistra: che una volta arrivati ad avere un briciolo di potere, come consiglieri o assessori, perdono la testa e diventano disposti a tutto per autoperpetuarsi...». L'esempio più clamoroso è quello di Rino Piscitello, figlio di uno storico deputato comunista (tra i protagonisti dei fatti di Avola, tra l'altro) e lui stesso già esponente della sinistra più radicale, approdato il mese scorso, dopo molti slittamenti (Pci, Dp, Rete, Margherita, Pd) nelle file della Lega Sud, il Mpa di Raffaele Lombardo. Elettori delusi e senza alternative L'amarezza di Adorno è largamente condivisa in quel che resta della sinistra siracusana, che le amministrative di metà giugno hanno finito di smantellare: tra provincia e comune soltanto un consigliere eletto, Ettore Di Giovanni - e solo in virtù del suo esser personaggio «storico», da molti anni in comune come capogruppo diessino e di conseguenza oggetto di molte preferenze personali. Alla provincia, dove c'era una giunta di centrosinistra con ben quattro assessori facenti capo all'area Arcobaleno, ora non c'è neanche un consigliere. «E non si può nemmeno parlare di effetto "voto utile", perché erano elezioni solo amministrative e venivano dopo che era già ben chiaro quel che era successo nazionalmente col voto di aprile», commenta Roberto Fai, che insegna filosofia del diritto e si colloca un po' in bilico a sinistra del Pd. «La verità è che gran parte degli elettori di sinistra si sono rifugiati nell'astensionismo e basta, non in un progetto di alternativa. Credo che questo sia un effetto dello sradicamento dei dirigenti della sinistra dal territorio - tutti i migliori, da diversi anni, hanno preferito carriere "romane" all'impegno nella loro città, e tutti i candidati locali qui sono stati catapultati dall'alto. Poi, quando l'Arcobaleno ha perso la sua rappresentanza nelle istituzioni - e nelle tv - nazionali, qui è scomparso del tutto dalla campagna elettorale per le amministrative, come se non esistesse affatto». E non è l'unico problema: ce ne sono anche di più strutturali, come il fatto che «mancano dei volti nuovi, nella sinistra alternativa, mancano delle figure di 30-40enni competenti e dinamici; ci sono sempre le stesse facce, gente in gamba e stimabile ma legata a periodi ormai passati». Ci sono poi le critiche più esplicitamente politiche: come quelle che avanza Marina De Michele, insegnante di liceo con una lunga passione per il giornalismo d'inchiesta sul territorio, che esercita sul settimanale Il Ponte, una pessima esperienza di politica attiva nei Ds, un avvicinamento più recente al Pdci, dove «c'è un ambiente migliore e più solidarietà, anche se poi al fondo la mentalità e il costume politico non sono tanto diversi dagli altri: la politica è vista come mezzo per "piazzare" meglio se stessi e i propri amici e familiari». Marina cita due esempi per spiegare perché la sinistra siracusana ha perso presa tra i cittadini. Il primo è la vicenda dell'acqua: la Provincia - fino a giugno gestita dal centrosinistra - ha voluto a tutti i costi affidare la gestione delle risorse idriche, dopo una gara d'appalto molto discutibile e infatti andata deserta, a una società formalmente a controllo pubblico, ma che in realtà attraverso un allargamento di capitale è diventata de facto a maggioranza privata. «Su questa vicenda c'è stata una battaglia di ambientalisti e cittadini, in cui il Pd, vabbe', era proprio apertamente favorevole alla privatizzazione, mentre Pdci e Rifondazione si sono in pratica tenuti fuori». E il secondo esempio è ancor più clamoroso, la vicenda del costruendo porto turistico: «Una follia da decine e decine di migliaia di metri quadri che verranno sottratti al mare, proprio sul waterfront cittadino, per creare centinaia di posti barca e banchine d'approdo per navi da crociera. E' un vecchio progetto, ormai più che ventennale, che negli ultimi tempi ha ripreso forza, tutto in mano a Caltagirone, nonostante l'evidenza dei danni ambientali che ne deriverebbero e nonostante la chiara irregolarità delle procedure; sono già in corso vaste operazioni di speculazione edilizia connesse con il progetto - guardacaso, pare che vari edifici fatiscenti nelle adiacenze del futuro porto, siano stati comprati dal notaio Angelo Bellucci (marito del ministro Prestigiacomo, ndr). Bene, su tutto ciò sembra che il centrosinistra, in blocco, non abbia niente da dire. Chi si oppone davvero, alla fine, sono solo le organizzazioni ambientaliste e qualche comitato di cittadini». Come è sempre stato, del resto: non a caso il terreno maggiore di battaglia politica in città è da mezzo secolo quello urbanistico-ambientale, e i nomi oggi impegnati sono in fondo gli stessi che furono protagonisti già negli anni '70 e '80, da Carmelo Maiorca (con il suo foglio satirico L'isola dei cani, ma anche con una serie di articoli-inchiesta per il manifesto e altre testate) a Giuseppe Ansaldi (fondatore di Legambiente a Siracusa), all'avvocato Corrado Giuliano, testardo denunciatore di ogni abuso edilizio e ambientale. Già allora il porto turistico era uno dei nodi principali della sfida all'establishment economico-politico (largamente democristiano), insieme alla questione della salvaguardia e del recupero del centro storico, sull'isola di Ortigia; e già allora i partiti di sinistra, legati a concezioni industrialiste, seguivano solo distrattamente questi temi. Trovandosi peraltro spesso in diretto contrasto con l'ambientalismo quando si arrivava al nodo più duro, quello del polo petrolchimico e del rapporto tra lavoro e salute, tra sviluppo e ambiente. Fatto sta che a questo punto, con il trionfo elettorale della destra, il passaggio del Pd sotto l'evidente egemonia di notabili ex democristiani, la distruzione di tutte le rappresentanze istituzionali della sinistra alternativa, il panorama politico siracusano si ritrova più chiuso e desolante che mai. Oltre a tutto - e più grave di tutto - in presenza di un serio peggioramento del clima civile. «A me pare che stia allargandosi sempre più una sorta di "cultura dell'illegalità" - dice Carmelo Maiorca - che raggiunge un po' tutti e contro cui è difficile lottare. E' la penetrazione della mafia e della mala catanese, ma è anche un contagio generale, lo si vede dalle piccole cose, la pesca illegale smerciata tranquillamente al mercato, il disinteresse e l'insofferenza per le regole, il fatto che siano stati eletti come niente fosse, nei consigli di circoscrizione, personaggi esplicitamente malavitosi...». Serve una strategia di «resilienza» Ben poche le vie percorribili che si intravedono: principalmente, quella dell'impegno sociale diretto, del volontariato, con tutti i limiti che questo comporta. «Occorre ormai una strategia di "resilienza" - dice l'antropologa Marilia Di Giovanni, impegnata tra l'altro in un progetto di casa-rifugio per donne che hanno subito violenza - cioè affinare la capacità di superare i traumi esterni senza spezzarsi, adattandosi alle nuove condizioni. Non dobbiamo chiuderci in gruppi e circoli chiusi, non comunicanti, come oggi sono i partiti. Dobbiamo invece tener vive reti, comitati, associazioni civiche, tutte le attività che lasciano dei semi tra la gente; e non è facile. Adesso perfino istituzioni come la Bottega solidale stanno diventando come "private", gestite con l'idea che tutto deve restare in mano a un gruppo chiuso, come un micropartito. Così non andiamo da nessuna parte...». Fonte: il manifesto del 27 Luglio 2008

sabato 24 novembre 2007

Inquinamento, tutti tremano

SIRACUSA - Nove persone su dieci si sentono esposte a rischio ambientale e per sei su dieci è come vivere su una bomba pronta ad esplodere. Il 60% dei genitori preferisce che i loro figli fuggano via lontano, anzichè convivere con la paura che si ammalino o addirittura muoiano per effetto degli agenti chimici. E' quanto emerge dal rapporto commissionato dal Comune di Melilli a "Meta comunicazione" e condotto su un campione (615 tra uomini e donne dai 18 ai 65 anni) della popolazione di Augusta, Priolo, Melilli, il polo petrolchimico più grande d'Europa. Lo studio "Nascere, vivere e morire in una zona ad alto rischio ambientale", rivela che l'inquinamento viene vissuto come un rischio incombente, che coinvolge tutti, dall'88% della popolazione, soprattutto bambini, anziani, malati (6,1%) o chi lavora a stretto contatto con le sostanze inquinanti (4,3%). Il 44,5% sostiene che rispetto a dieci anni fa nel territorio il rischio di inquinamento sia maggiore perché non si è fatto nulla (interventi, leggi, controlli), a cui si aggiunge il 16,7% che li ritiene maggiori perchè le aziende e i loro prodotti sono più inquinanti. L'argomento della sofferenza del territorio e dei pericoli per i suoi abitanti è comunque tema di discussione abituale nella metà delle case della zona (47,8%), mentre il 40,7% dice che se ne parla solo in modo saltuario. Ma cosa li tiene legati ad un territorio che presenta elevati livelli di rischio per l'ambiente e la salute della popolazione? Il 51,2% continua a viverci per necessità (lavoro,studio, famiglia), a cui si aggiunge il 5,7% che non saprebbe dove altro andare. Solo il 41,1% ha risposto "è la mia terra". Per il 45,4% serve un intervento radicale, volto a bonificare il territorio da rifiuti e sostanze tossiche. Non basta, serve maggiore vigilanza sulle aziende e sulle loro attività, perché non continuino ad inquinare (34,6%), ma bisogna intervenire sulle grandi aree industriali dimesse (25,2%). Sono poi in molti a chiedere che si chiudano o si spostino le industrie a rischio (22,3%) o che si proceda a riconvertire l'attività delle industrie a rischio (18,1%). "Noi amministratori - dice Giuseppe Sorbello, sindaco di Melilli - abbiamo il dovere di capire quali sono le convinzioni dei cittadini, le loro paure e i loro disagi". Fonte: La Sicilia.it 23/11/2007

mercoledì 14 novembre 2007

Prc: Sigonella dietro i casi di leucemia e linfomi a Lentini?

Santo Liotta, Giovanni Russo Spena e Francesco Martone

Con un'interrogazione parlamentare ai Ministri dell'ambiente, della sanità e della difesa, tre senatori di Rifondazione Comunista chiedono un'indagine tecnico-scientifica per appurare la natura dell'inquinamento ambientale in rapporto all'elevato numero di bambini morti per leucemie registrato nella provincia di Siracusa. Tra le ipotesi più accreditate l'emissione di radioattività a seguito di alcuni incidenti ad aerei delle forze armate USA di stanza nella base di Sigonella.

LIOTTA, RUSSO SPENA, MARTONE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e della difesa - Premesso che:

in provincia di Siracusa nella zona nord, nei comuni di Lentini, Carlentini e Francofonte, i bambini muoiono di tumore con tassi più elevati che in ogni altra zona d'Italia, in particolare leucemie e linfomi, con caratteristiche totalmente diverse dalla situazione già conosciuta di Augusta, Priolo e Gela, così come riportato da una recente inchiesta giornalistica sulla rivista "Left-Avvenimenti", n. 35 del 31 agosto 2007;

il fenomeno sta divenendo sempre più preoccupante, perché si sta consolidando e moltiplicando la mortalità e l'incidenza di tumori del sangue, così come accertato e documentato nell'Atlante "mortalità per tumori" (volume 2) realizzato dall'Azienda sanitaria locale n. 8 di Siracusa, con il contributo scientifico dell'Università di Catania;

tale rapporto dell'ASL 8 ipotizza una causa di inquinamento determinata dalla presenza sul territorio di «discariche illegali di scorie radioattive. Infatti le radiazioni ionizzanti sono associate ad un aumento di rischio per leucemie e possono avere due origini: origini nucleari, per disintegrazione di radionuclidi naturali come il radon o per disintegrazione di radionuclidi artificiali come nel caso delle centrali nucleari o delle bombe»;

la zona colpita ricade in prossimità dell'insediamento militare NATO di Sigonella, zona nella quale negli anni '80 si sono registrati due gravi incidenti di aerei militari coperti da segreto di Stato: il 12 luglio 1984, alle ore 14,45 precipitò un aereo americano, un quadrigetto Lockheed C141B "Starlifter" dell'US Air Force, con un carico di 44 tonnellate, e nel giugno del 1985 un altro velivolo dell'aviazione americana, in volo verso la base di Sigonella, perse quota sulla zona di Lentini. In entrambi i casi furono interdette le inchieste della magistratura, la viabilità e mobilità di mezzi e persone fino alla rimozione di tutti i resti dei velivoli di cui, allora ed oggi, non sappiamo che cosa trasportassero. Sono state scoperte da parte della Direzione investigativa intimafia discariche abusive di rifiuti tossici, con il coinvolgimento di ditte prestanome dei gruppi mafiosi catanesi di Santapaola-Ercolano, che smaltivano anche per la base di Sigonella;

le famiglie dei bambini deceduti hanno promosso con coraggio e alto senso civico l'associazione "Manuela-Michele", che dal 1991 si batte per far luce sul gran numero di bambini deceduti in loco a causa della leucemia, e che ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa, sollecitando un'indagine sulla concreta possibilità che i numerosi casi di leucemia possano essere causati dalla commissione di reati contro l'ambiente, con inquinamento delle falde freatiche e dei terreni, ovvero dalla presenza di radioattività nociva nel triangolo Lentini, Carlentini, Francofonte,

si chiede di sapere:

se il Ministro dell'ambiente e il Ministro della salute non ritengano urgente e necessaria un'indagine tecnico-scientifica per appurare il nesso eziologico e la natura dell'inquinamento ambientale in rapporto all'elevato numero di bambini morti per leucemie registrato nella provincia di Siracusa nel triangolo Lentini, Carlentini, Francofonte;

se il Ministro della difesa intenda rimuovere il segreto di Stato, documentando alla magistratura di Siracusa ed agli altri Ministri in indirizzo natura e composizione dei carichi distrutti nei due incidenti di aerei militari e in tutti i casi di velivoli militari precipitati dagli anni '80 ad oggi, nonché dei rifiuti smaltiti dalla base militare NATO di Sigonella nelle discariche abusive gestite dai clan mafiosi Santapaola-Ercolano, ovvero che cosa, come e dove vengano smaltiti i rifiuti catalogati come tossici e nocivi della base NATO di Sigonella.

Roma, 13 settembre 2007

Fonte: http://www.terrelibere.org

martedì 30 ottobre 2007

Petrolchimico Priolo, stop al degrado

ROMA - Firmati oggi, dal ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, i due decreti che sbloccano le opere di bonifica, lungamente attese, per l'area del Polo petrolchimico di Priolo, in Sicilia. Si tratta di lavori che interessano circa 300 ettari di territorio fortemente degradato. Le opere saranno realizzate in situ e con tecniche assolutamente innovative, rispettose della sicurezza dei lavoratori e in grado di garantire la tutela del territorio, anche grazie ad analisi di rischio e monitoraggi periodici. La bonifica consentirà di abbattere le forti contaminazioni riscontrate nel sottosuolo attraverso metodologie a basso impatto ambientale e con costi certamente minori rispetto ad altre metodologie. "L'accordo raggiunto per l'avvio di questa bonifica - ha affermato il ministro Pecoraro Scanio - non solo mette fine alle polemiche dei mesi scorsi ma è anche la tangibile conferma del nostro impegno per il ripristino di aree fortemente degradate. Il ministero dell'Ambiente ha scelto di investire sulle bonifiche perchè consentono di restituire alla collettività - ha detto ancora il ministro - territori con ecosistemi compromessi e che spesso causano forti preoccupazioni anche per la salute dei lavoratori e dei cittadini. Il rilancio di un piano nazionale per le bonifiche è un impegno che ho assunto e che concretamente stiamo realizzando. I due decreti per Priolo vanno esattamente in questa direzione". Il progetto approvato ha però un valore aggiunto fondamentale. "I lavori previsti - ha aggiunto Pecoraro - non solo consentiranno interventi a tutela dell'ambiente e della salute di chi lavora e vive nell'area, ma garantiranno anche il contemporaneo prosieguo delle attività produttive esistenti e l'avvio di nuove realtà economiche e produttive attese sul territorio con evidenti benefici per la collettività". Fonte: La Sicilia.it 30/10/2007

mercoledì 10 ottobre 2007

Palazzo Chigi, riunione sul petrolchimico Priolo

ROMA - Si è svolto oggi presso la presidenza del Consiglio, dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali (Diset), un incontro finalizzato alla verifica degli aspetti amministrativi-autorizzativi necessari a dare attuazione all'Accordo di Programma per la qualificazione e reindustrializzazione del Polo petrolchimico di Priolo. È quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. Come deciso nell'ultimo incontro tenutosi a Palazzo Chigi il 19 luglio scorso - presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta e al quale ha partecipato il Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani - la questione attiene alle autorizzazioni amministrative per realizzare le bonifiche necessarie affinchè le aree siano disponibili e utilizzabili per nuovi insediamenti industriali. All'incontro di oggi hanno partecipato rappresentanti della presidenza del Consiglio e dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico; della Regione Sicilia, della Provincia di Siracusa, dei Comuni di Siracusa, Melilli, Augusta e Priolo; e dell'Associazione industriali. Per le aziende sono intervenuti rappresentanti della Syndial, dell'Eni, della Erg, della Polimeri Europa e della Sasol Italy. Nel corso della riunione sono state evidenziate le difficoltà incontrate per procedere speditamente alle bonifiche delle aree e alla messa a disposizione delle stesse per nuovi insediamenti a partire dalle aree prioritarie su cui ci sono richieste di aziende industriali. Vi sono stati approfondimenti e chiarimenti tra Amministrazioni e aziende.

Per accelerare i tempi, il ministero dell'Ambiente ha avanzato la proposta, integrata e accettata dai partecipanti, di definire un accordo complessivo sulla bonifica dell'area operando con tutti i soggetti interessati - e principalmente con Syndial ed Erg - per giungere entro un mese a un progetto di bonifica condiviso tra amministrazioni e aziende, da approvare.
Questo permetterà, come sperimentato in altri siti, di avviare concretamente sia le azioni di bonifica del suolo, sia l'utilizzo delle aree prioritarie (SG14 e D2) per far partire i nuovi insediamenti industriali, come sollecitato anche dal Ministero dello Sviluppo Economico. Un nuovo incontro per la verifica finale dell'accordo per le bonifiche si terrà entro la fine di ottobre, presso la presidenza del Consiglio. Soddisfatti gli amministratori a Siracusa. "Siamo soddisfatti per l'esito della riunione sull'Accordo di programma per la chimica tenuta stamattina a Roma alla Presidenza del consiglio dei ministri". Dicono il sindaco di Siracusa, Giambattista Bufardeci, e l'assessore alla Protezione civile, Vincenzo Vinciullo. "Abbiamo sgomberato il campo dagli equivoci - commenta l'assessore Vinciullo - e abbiamo chiarito che i ritardi sono stati dovuti al sistema delle imprese perchè le autorizzazioni per le bonifiche sono pronte da 18 mesi. Siamo usciti dalla fase della inoperosità per entrare, finalmente, in quella della progettazione. Adesso la palla passa alle aziende che devono presentare i piani di bonifica al ministero dell'Ambiente per l'approvazione, un percorso che si concluderà con la riunione del 29 ottobre. Poi passeremo alla fase operativa".

Fonte : La Sicilia.it 27/09/2007

domenica 23 settembre 2007

A Ortigia i fondi pubblici mettono le ali ai prezzi

A rilanciare ulteriormente lo sviluppo immobiliare di Ortigia, cuore antico di Siracusa e oggetto da anni di un recupero urbanistico spesso discusso, ci sarebbero l’immi­nente vendita del vecchio carce­re borbonico (quindi con la riqualificazione dello scorcio di Ortigiaa ridosso del parcheggio Talete), l’avvio dei lavori di un porto turistico per super yatch e dal 2010 l’apertura della zona di libero scambio (zdl) nel Medi­terraneo. Nel centro storico sono ancora numerosi gli edifici da ristrutturare (solo il 10% del patrimonio edilizio è stato recu­perato). In realtà, secondo alcu­ni, a Ortigia i prezzi sono alle stelle. Da oltre 20 anni i privati che vogliono investire in questo recupero (la prima legge speciale regionale è del 1976; poi segui­ta dalla 34/85 integrata nel ‘96) possono concorrere a ricevere finanziamenti a fondo perduto (pari al 70% del costo complessivo per le facciate, al 60% per le parti comuni, al 30% per gli interni entro il massimale di 585,25 euro almq).

Ortigia ha beneficiato di fi­nanziamenti europei(Piano Ur­ban che individua delle zone prioritarie di intervento). E più di recente ulteriori fondi sono stati previsti per chi investe in immobiliare a destinazione turisti­ca. Secondo alcune stime tra il ­1995 e il 2001 sono stati erogati da Regione, Stato e Ue 250 mi­liardi di lire andati per il 48% a edifici storici e chiese, per il 24% ai privati e per il resto a opere di urbanizzazione. Tutto questo ha messo il turbo al mercato im­mobiliare: fino al 1996 a Ortigia per soli 50 milioni di lire si com­prava un intero palazzo che ora vale almeno dieci volte. E se all’epoca il prezzo medio al me­tro quadrato viaggiava tra 100 e 200 mila lire oggi per immobili da ristrutturare è tra i 500 e i 700 euro mentre per quelli già ri­strutturati si arriva a 1.500 euro.

Lucilla Incorvati

Fonte: Il sole 24 ore (22/09/2007)

giovedì 23 agosto 2007

Apre la Discarica di Costa Gigia ad Augusta

Da domani (24 agosto 2007) i 15 comuni che fanno parte dell'Ato rifiuti Sr1 potranno smaltire i propri rifiuti solidi urbani e assimilati nella discarica sita in territorio di Augusta. La discarica è stata realizzata e sarà gestita dalla società GREENAMBIENTE, partecipata all'75% da COGEMA, società di LINEA GROUP HOLDING, la mega azienda nata dall’alleanza strategica tra le principali aziende multiservizi di Cremona(Aem S.p.A.), Lodi(AstemS.p.A.), Rovato(Cogeme S.p.A) e Pavia(Asm S.p.A.) che si occupano di servizi pubblici locali (ciclo integrale dell’acqua, gas, teleriscaldamento, ciclo integrale rifiuti, trasporti, energia elettrica, ecc.). L'impianto - ha affermato Enzo Giudice, presidente dell'Ato Rifiuti Sr1 - presenta un bacino che permetterà di smaltire, nell'arco di 6 anni, circa1.000.000 di metri cubi di rifiuti urbani e assimilabili. Per leggere l'articolo apparso su "La Sicilia" del 23 Agosto 2007 clicca qui.

Allarme Amianto in Via G. Cannizzaro a Siracusa

Onduline di Amianto accanto ai cassonetti dell'immondizia e un paio di frigoriferi dismessi in fondo a Via G. Cannizzaro a pochi metri da 2 Residence di villette bifamiliari e poco distante da condomini dove vivono decine di famiglie.Cosa aspettano gli enti preposti ad intervenire?

martedì 21 agosto 2007

TERMOVALORIZZATORI ORMAI INDISPENSABILI

AVOLA. STRA-Parla l'assessore all'ecologia Passarello. Secondo il nostro carissimo assessore gli inceneritori, o meglio come preferisce chiamarli lui, Termovalorizzatori ( impianti che con il calore valorizzano la monnezza), sarebbero l'unica vera alternativa al corretto smaltimento dei rifiuti. Nessuno ha mai detto all'assessore che oltre a bruciarli, i rifiuti, possono essere differenziati e riciclati fino a percentuali dell'80% . Nessuno gli ha mai detto che bruciare 1 tonnellata di rifiuti solidi urbani produce:
  • Una tonnellata di fumi immessi in atmosfera
  • 300 kg di ceneri “solide”
  • 30 kg di ceneri “volanti”
  • 650 kg di acqua di scarico
  • 25 kg di gesso.

Come si vede, quanto esce è maggiore dei rifiuti che entrano. Va sottolineato che molti dei prodotti di combustione emessi sono più tossici dei rifiuti da cui sono derivati.

Clicca qui per leggere le dichiarazioni del nostro carissimo e poco-informato assessore.

Articolo apparso su "Gazzetta del Sud" del 20/08/2007

Dire non basta, poiché le parole che non si traducono in azione " sono portatrici di pestilenza"
William Blake