domenica 24 giugno 2012

Assemblea pubblica No Inceneritori - Gerre de Caprioli


SINTESI



Perché la costituzione del “Comitato No Inceneritori”?

Per denunciare scelte, progetti ed opere pubbliche mai presentate né condivise con la cittadinanza, cosiddette di pubblica utilità.
E’ pubblica utilità continuare a incenerire rifiuti in un’area e una Provincia che si colloca al primo posto per le neoplasie allo stomaco, che insieme a Brescia sono i capoluoghi lombardi più inquinati (Trenoverde 2012 – Ministero Ambiente), che condivide con Parma il primato nazionale di sforamenti del limite di polveri sottili (nei primi 100 giorni del 2012 più di 70 sforamenti quando il limite è di 35 giorni all’anno) disattendendo il principio di precauzione sancito dall’art.15 di Rio 20 nel 1992?
E’ pubblica utilità insistere nella scelta di incenerire i rifiuti contravvenendo alla normativa europea che impone una precisa gerarchia di riduzione e riciclaggio dei rifiuti e far pagare ai cittadini le sanzioni del mancato rispetto?
E’ pubblica utilità pagare il 40% in più di tassa rifiuti perché la raccolta differenziata rimane al di sotto del 50%, per i 9 Comuni compresa Cremona che si servono da AEM, perché si deve alimentare l’inceneritore?
E’ pubblica utilità bruciare il legno della raccolta differenziata anziché riciclarlo visto che la Lombardia insieme all’Emilia Romagna sono le due maggiori Regioni che importano legno per le industrie di pannelli truciolari?
E’ pubblica utilità che il legno che servirà come combustibile per la centrale a biomasse in costruzione a Gerre arriverà per il 75% da Crema, Lodi, Rovato (Brescia e Bergamo), Pavia e sarà anche legno vergine?
E’ pubblica utilità che la nuova centrale biomasse sia funzionale all’inceneritore e non sia stata aggiornata l’AIA? E’ pubblica utilità che la centrale a biomasse (terzo inceneritore) ricada nella perimetrazione del PLIS del Po e del Morbasco e nell’ambito territoriale agricolo?
E’ pubblica utilità che vengano aggiunte emissioni in atmosfera nella Pianura Padana nota come “camera a gas” essendo una delle cinque aree più inquinate d’Europa per morfologia, concentrazione di industrie, agricoltura e allevamenti intensivi, uso elevato di fertilizzanti e pesticidi?
E’ pubblica utilità che la centrale si farà solo perché entro il 31.12.2012 potrà beneficiare degli incentivi pubblici che i cittadini stanno già pagando con la bolletta?
E’ pubblica utilità che tutte le Istituzioni all’unisono parlano di agroalimentare in una Provincia con la mal’aria e con perdita progressiva di suolo fertile?
E’ pubblica utilità non considerare i rifiuti= risorse che assicurerebbero rispetto dell’ambiente, della salute, creerebbero occupazione, libererebbero risorse per cittadini e imprese (quest’ultime abbatterebbero il costo delle materie prime del 60-70%) come già altre province virtuose stanno operando?
E’ pubblica utilità che ad oggi non ci sia una legge che imponga un limite di impatto ambientale cumulativo di emissioni?
E’ pubblica utilità sottrarre terreno fertile di categoria A quando la terra ci serve per vivere considerando che 3 abitanti su 4 viviamo in nazioni debitrici ecologiche (WWF)?
E’ pubblica utilità sottrarre terreni alla coltura di vegetali (nella nostra provincia già un terzo dei terreni) per l’alimentazione umana e animale mentre la richiesta di cibo a livello mondiale aumenta del 4% (causa della Primavera Araba)?
E’ pubblica utilità non annullare il bilancio di CO2 e produrre ossidi di azoto, ossidi di carbonio, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, diossine, polveri sottili e molte altre sostanze non ancora considerate dalla normativa, dannose per la salute (Direttiva 96/62/CE sulla Gestione e qualità dell’aria ambiente dei Paesi dell’Unione: “mantenere la qualità dell’aria laddove è buona e migliorarla negli altri casi”)?
E’ pubblica utilità aver disatteso il Piano Provinciale dei Rifiuti che imponeva il raggiungimento di una raccolta differenziata pari al 60% al 31.12.2011 e del 65% al 31.12.2012?
E’ pubblica utilità aver aumentato nel 2010 la produzione pro capite dei rifiuti del 1.1% rispetto al 2009 quando l’UE impone la riduzione (la produzione della provincia di Cremona in un anno è pari al volume di 2000 appartamenti!)?
E’ pubblica utilità non produrre e utilizzare le materie prime seconde quale strumento di integrazione tra obiettivi di politica ambientale e di poltica economica stante il grave contesto economico della provincia di Cremona con tassi di disoccupazione superiore alla media regionale?
E’ pubblica utilità il 50 di turismo nei rifiuti oltre provincia e sostenere costi pari a 41,9 milioni di euro annui quando province virtuose in altre regioni spendono la metà?
E’ pubblica utilità che gli incentivi di 0,28 E/kwh a impianti agricoli fino a 999 KW realizzati, anche se non in funzione, entro il 31.12.2012 generando appetito speculativo di lobby industriali tedesche, del mondo agricolo e di interessi finanziari creano un grave problema di liquidità sociale alle piccole imprese?
E’ pubblica utilità che 100 comuni su 115 nella nostra Provincia non garantiscono l’informazione sulla qualità dell’aria ai loro cittadini, fenomeno che riguarda la loro salute (Direttiva 1999/30/CE art.8)?

Per far incontrare ed unire cittadini che hanno voglia di “metterci su la testa”: per informarsi, conoscere, approfondire, esprimersi, proporre.

Per pretendere e promuovere “un’etica ecologica”: non possiamo assistere ad Amministrazioni che decidono e intraprendono opere pubbliche, e di pubblica utilità, senza preventivamente motivarle ai cittadini così che si formano ogni volta comitati contro. Agli Amministratori compete la responsabilità di motivare le scelte.

In quale contesto viviamo?
Nel mondo paesi come l’India e il Sud Corea hanno fatto scelte fortemente verdi nei loro pacchetti anti-crisi rispettivamente il 69% e il 34%. La domanda attuale di materie prime seconde, quelle ottenute dal riciclo dei rifiuti, è strutturalmente in crescita per le industrie manifatturiere, ma sarà soddisfatta sempre meno dall’Europa e sempre di più domesticamente dai paesi emergenti. Infatti Cina, India e Brasile avranno una crescita trainata dalla domanda interna, quindi la produzione resterà all’interno e il relativo rifiuto. Inoltre questi paesi hanno sistemi di gestione rifiuti che iniziano a strutturarsi (obiettivo al 2015 : 70% di recupero. In Italia nel 2008 era richiesto il 60%: la nostra Provincia di Cremona recupera la metà della sua raccolta differenziata che si è attestata nel 2010 al 59,6%, quindi ben lontano dall’obiettivo posto dalla legge!).
L’OCSE ha richiamato l’Europa a puntare su green economy ed efficienza energetica (valgono 5 milioni di posti di lavoro) indicando tre strumenti: supportare il ricollocamento alle imprese verdi, incentivare l’eco-innovazione e le tecnologie verdi, fare riforme fiscali perché il costo delle politiche ambientali non diventino barriera alle assunzioni. In Italia il gettito delle tasse ambientali è passato dai 49 ai 42 miliardi di euro dal 1999 al 2009, ma solo l’1,1% va a tutela dell’ambiente!

Il sistema del riciclo è una vera e propria filiera industriale: l’Italia è al 2’ posto in Europa dopo la Germania. Eppure in provincia di Cremona crediamo che esistano solo gli inceneritori ……
Il riciclo è una delle componenti più dinamiche della green economy e contribuisce ad affrontare alcune sfide: riduce i carichi ambientali (emissioni e risparmio di materie vergini e acqua), crea occupazione, rafforza le risorse base per l’economia. L’analisi di alcuni indicatori aiuta a sfatare i pregiudizi sul riciclaggio: il valore aggiunto per occupato è allineato alla media del settore manifatturiero, il costo medio del lavoro è inferiore alla media del manifatturiero, il settore presenta un alto tasso di investimento.
Ecco allora che il raffronto fra riciclaggio e incenerimento produce: un rapporto di 20 a 1 come fonte occupazionale, un notevole risparmio energetico (rifiuti=risorse), una consistente riduzione dei costi della tassa rifiuti. Gli impianti di riciclaggio possono essere collocati in aree dismesse e sono a scalare, ritornano l’investimento in due/tre anni, non usufruiscono di incentivi pubblici per false rinnovabili, fanno decadere le procedure d’infrazione dell’UE.

Alcune informazioni sulla “Centrale cogenerativa da 1 MGW a biomassa legnosa da raccolta differenziata” in costruzione.

Iter autorizzativo concluso nel 2010. I cittadini non sono stati minimamente informati, ma hanno iniziato a mobilitarsi in seguito all’inizio dei lavori di ruspe e trivelle di pochi mesi fa.
Nel Rapporto ambientale del 04/08/2010 si legge:
In premessa “il progetto architettonico dell’impianto è stato studiato per valorizzare l’integrazione dell’edificio nell’ambiente circostante, garantendo un’architettura di elevato pregio che richiamasse, anche nei materiali, il tema della biomassa e del teleriscaldamento”.

In merito alle componenti ambientali, per quanto la potenzialità dell’impianto risulti poco significativa, i criteri di progettazione della centrale sono stati improntati per garantire la massima efficienza energetica (il rendimento complessivo dell’impianto è superiore all’80% e soddisfa ampiamente i parametri di efficienza IRE e LT imposti dalla normativa) e il più rigoroso rispetto dell’ambiente. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, l’impianto è equipaggiato con le migliori tecnologie per l’abbattimento delle emissioni gassose ed è stato progettato al coperto per limitare al massimo l’impatto acustico e visivo.

L’impianto ricade all’interno del perimetro del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Po e del Morbasco normato all’art 15 delle NTA: sarà quindi necessario richiedere il parere dell’Ente gestore del Parco, vincolante ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione alla realizzazione dell’intervento.

L’area di intervento ricade nell’ambito della Classe di fattibilità geologica 3a, che prevede consistenti limitazioni alla trasformazione dei suoli.
Le Norme Tecniche prevedono che per interventi di nuova costruzione ricadenti in classe 3a venga redatta un’indagine geologica, idrogeologica, geotecnica e sismica al fine di definire le condizioni di suolo e sottosuolo con particolare riguardo alla caratterizzazione dei terreni di fondazione e alla sicurezza idraulica e idrogeologica del sito.

L’area dell’impianto, con la sola eccezione del bosco esistente, ricade nell’ambito territoriale “Agricolo”.

Dall’edificio A si accede al piano superiore dell’edificio B attraverso una sala espositiva vetrata sospesa (E) che prosegue il percorso espositivo anche all’interno dell’impianto vero e proprio attraverso un ballatoio all’interno della zona forno.
L’edificio C è l’edificio volumetricamente più imponente, e ospita l’impianto di combustione.
L’edificio D invece ospita la zona triturazione del materiale ligneo, che viene stoccato in un deposito all’aperto.

Analisi componenti ambientali:
• Tutela dell’aria: Il camino di scarico fumi, alto circa 24 metri, garantisce che il fumo sia rapidamente disperso in atmosfera.
• Impatto emissivo del nuovo impianto: sono abbondantemente sotto i valori limiti. Il nuovo impianto sarà dotato di un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni al camino della caldaia a biomassa.
• Inquinamento acustico: compatibile e rispetta i lavori limite
• All’interno del perimetro dell’impianto possono essere identificate due potenziali sorgenti significative di campi elettromagnetici: il trasformatore e la linea di trasmissione in media tensione.

Prossima iniziativa a Luglio.
Grazie a quanti hanno partecipato.

martedì 28 giugno 2011

Vitalizi agli ex deputati il Pd vuole cancellarli

Spetta ai deputati italiani il record europeo in materia di vitalizio percepito. Lo evidenzia il dossier di 33 pagine sul trattamento economico garantito ai deputati di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e parlamento europeo pubblicato dal quotidiano torinese La Stampa. Stando ai risultati forniti dallo studio sollecitato dal Partito Democratico e che il prossimo 4 luglio sarà esaminato dal presidente della Camera Gianfranco Fini e dai questori Antonio Mazzocchi (Pdl), Francesco Colucci (Pdl) e Gabriele Albonetti (Pd), i parlamentari italiani incassano un vitalizio tre volte superiore a quello dei loro colleghi europei. Accade così che da noi,a fronte del versamento di un contributo di circa mille euro, al raggiungimento del 65° anno di età gli onorevoli possono beneficiare di un assegno mensile lordo dell’importo di 2mila 486 euro qualora abbiano espletato 5 anni di mandato. In Francia, invece, il medesimo stato di servizio garantisce 780 euro mensili, in Germania 961 euro, in Gran Bretagna un massimo di 794 euro. La forbice si allarga se gli anni di mandato aumentano, con gli onorevoli italiani che arrivano ad incassare 7mila 460 euro mensili lordi al termine del quindicesimo anno di attività parlamentare quando in Gran Bretagna si arriva, nello stesso periodo, a 2mila 381 euro, in Germania a 2mila 883 e al Parlamento europeo a 5mila 565 euro. La legge sui vitalizi che il Pd vorrebbe rivedere (è allo studio un ordine del giorno) attualmente produce i suoi effetti su 1377 ex deputati e 861 ex senatori. Ma le liste presenti negli uffici di Montecitorio e Palazzo Madama nell’ottobre 2012 dovranno essere aggiornate, inserendo i nominativi di 300 onorevoli oggi in carica che in quella data raggiungeranno la fatidica soglia dei 4 anni 6 mesi e un giorno di legislatura, asticella che dà diritto alla riscossione dell’assegno una volta in possesso del requisito d’età. LE PENSIONI DEGLI EX DEPUTATI ELETTI IN PROVINCIA Il settimanale L’Espresso, sulla base dei regolamenti di Camera e Senato, ha calcolato l’importo lordo dei vitalizi liquidati agli aventi diritto. Diversi risultano essere i parlamentari cremonesi per nascita o “adozione” elettorale ad aver maturato il diritto alla corresponsione della pensione. In cima all’elenco c’è un habitué del collegio Cremona-Mantova, l’ex ministro della Giustizia Claudio Martelli che grazie ai suoi 20 anni di mandato sotto il garofano del Psi riceve 7460 euro lordi mensili. Record che spetta di diritto anche ad un altro mantovano molto conosciuto nella circoscrizione cremonese, il democristiano d’ispirazione demitiana Antonino Zaniboni, già presidente della Camera di Commercio di Mantova. Un altro socialista, il cremasco Maurizio Noci, già sindacalista, sindaco della sua città e sottosegretario all’Agricoltura, in Parlamento per 15 anni si vede riconoscere 6590 euro lordi di vitalizio. Stesso importo garantito all’ex sindaco di Cremona e parlamentare Psi, Renzo Zaffanella, ad Uber Anghinoni, mantovano di Marcaria, che ha trascorso 15 anni sugli scranni di Montecitorio nelle file della Lega Nord, a Piergiorgio Bergonzi, alla Camera nel 92 e poi al Senato, insegnante e responsabile nazionale scuola di Rifondazione Comunista, nonché attuale segretario provinciale della Federazione della Sinistra e a Marco Pezzoni, Pds, noto per il suo impegno nell’antinucleare e per aver condiviso con Mirko Tremaglia la paternità sulla legge che ha esteso il diritto di voto agli italiani all’estero. Dieci anni di servizio nelle fila del Pci e un vitalizio lordo mensile di 4725 euro spettano ad Enrico Fogliazza, il comandante Kiro che a 91 anni guida l’Anpi. Nella circoscrizione Mantova-Cremona è stata eletta nel 1994 per Forza Italia la ex magistrato Tiziana Parenti, che con il bis nel collegio di Grosseto della legislatura successiva arriva pure lei a quota 4725 euro lordi. Nella stessa situazione si trovano il farmacista mantovano Mario Perani, democristiano e forlaniano doc, il cremasco Renato Strada, direttore generale dell’Enea e deputato piediessino, l’ex presidente della Provincia di Cremona e presidente dell’Anci Giuseppe Torchio (alla camera per la Democrazia Cristiana). Giorgio Conca, l’artigiano elettricista che fondò la Lega Lombarda cremonese ma poi fu espulso dal Carroccio, alla Camera nel 1992 e per un solo mandato apre il drappello degli ex deputati che, secondo il calcolo dell’Espresso, percepiscono un assegno mensile lordo di 3108 euro. Come lui vi sono anche l’ex presidente dell’Azione Cattolica Angelo Rescaglio, senatore del partito Popolare, il piediessino Sergio Trabattoni e l’ex generale e responsabile del del Sismi Ambrogio Viviani, eletto con i Radicali. Fra i cremonesi non eletti nella nostra circoscrizione, ma che beneficiano del vitalizio vi sono anche il castelleonese Pierre Carniti, deputato socialista e diessino noto per essere stato a lungo segretario nazionale della Cisl e lo scrittore Corrado Stajano, eletto al Senato con i Progressisti. Fonte: http://www.cremonaoggi.it/?p=1874

giovedì 1 aprile 2010

CORTEO CONTRO LA DISCARICA DI AMIANTO DI CAPPELLA CANTONE (CR)

NON LASCIAMOLI VINCERE La lobby fatta di politici ed imprenditori che gestisce Expo 2015 ha deciso di trasformare la provincia di Cremona in un'enorme pattumiera d'amianto in nome del profitto ad ogni costo andando ad aggiungere ad una situazione ambientale già critica un'ulteriore, pesantissima, nocività. Il progetto ha già incassato la VIA (valutazione d'impatto ambientale) positiva e il consenso del comune di Cappella Cantone e si attende solo la decisione del TAR – a cui hanno fatto ricorso la ditta Lameri Cerals e i Comuni del CISE – che comincerà a discuterne il 28 aprile. PREOCCUPIAMOCI DEL NOSTRO TERRITORIO Durante la scorsa campagna elettorale la questione amianto è uscita dall'agenda politica locale. Se vogliamo tutelare ciò che ancora rimane del nostro territorio non possiamo permetterci di subire i ritmi e le logiche della politica di palazzo. Dobbiamo saperci mettere in gioco in prima persona per mantenere alta l'attenzione sulle problematiche ambientali, per fare in modo che quando si prendono decisioni vitali per il territorio non venga anteposto l'interesse economico di pochi a quello per la salute di tutti. UNIAMO LE FORZE Il tempo ormai stringe. Per questo i comitati, che si sono battuti in questi ultimi anni contro la costruzione della discarica e tutte le altre nocività della Provincia, hanno deciso di unire le forze per dare vita a un coordinamento aperto a tutte quelle realtà e singoli che abbiano realmente a cuore questa lotta. PRESIDIAMO LA DISCARICA Oggi siamo qui per una giornata di mobilitazione che ha l’intento di invitare la popolazione a prendere parte attiva alla battaglia contro la discarica. Riteniamo importante che questa presenza assuma continuità e determinazione fino a prendere la forma di un presidio permanente che non sia solo a vigilanza del sito ma anche momento di confronto con le persone impegnate ed interessate, controinformazione e azione sul territorio. L'ALTERNATIVA ESISTE! L'alternativa al conferimento in discarica esiste ed è già praticata su scala industriale in diversi stati esteri. La vetrificazione è un procedimento termico in grado di trasformare l'amianto da materiale fibroso in ceramica abbattendone così la tossicità (dovuta come tutti sanno all'inalazione delle microfibre) e ricavando un prodotto riutilizzabile nel campo dell'edilizia. Riguardo la proposta a suo tempo avanzata dai comuni del CISE di ospitare all'interno del consorzio un impianto di riciclaggio dell'amianto non si hanno più notizie ed allo stato attuale non vi è dunque una proposta concreta da contrapporre alla costruzione della discarica. FERMIAMO LA COSTRUZIONE DELLA DISCARICA! PRESIDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO, CONTRO QUESTA E TUTTE LE FUTURE NOCIVITA'! I comitati contro l'amianto della provincia di Cremona stopnocivitacrema@gmail.com cip 04-03-2010 via l'amianto dai polmoni 1

mercoledì 24 marzo 2010

Primavera Antirazzista - Cremona

video …dal “Primo Marzo” alla “Primavera Antirazzista”…

Appello del Movimento Primo Marzo

Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi è un collettivo nonviolento che riunisce persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico. Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano.

Siamo consapevoli dell'importanza dell'immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all'approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione. Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l'utilizzo stumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione.

Ricordiamo che il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che la storia umana è sempre stata storia di migrazioni: senza di esse nessun processo di civilizzazione e costruzione delle culture avrebbe avuto luogo. La violazione di questo e di altri diritti fondamentali danneggia e offende la società nel suo complesso e non solo le singole persone colpite.

Vedere negli immigrati una massa informe di parassiti o un bacino inesauribile di forza lavoro a buon mercato rappresentano, a nostro avviso, impostazioni immorali, irrazionali e controproducenti. La parte preponderante degli immigrati presenti sul territorio italiano lavorano duramente e svolgono funzioni essenziali per la tenuta di una società complessa e articolata come la nostra. Sono parte integrante dell'Italia di oggi. La contrapposizione tra «noi» e «loro» , «autoctoni» e «stranieri» è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi cittadini impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro. Vogliamo che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell'agire delle persone.

Il nostro primo obiettivo è organizzare per il 1° marzo 2010 una grande manifestazione nonviolenta dal respiro europeo. Vogliamo stimolare una riflessione seria su cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via. Faremo sentire la nostra voce in modi diversi, in base alla praticabilità e all’efficacia. Non ci precludiamo nessuno strumento, ma agiremo sempre nel rispetto della legalità e della nonviolenza.

Appello per una Primavera Antirazzista

Le organizzazioni della società civile lanciano una Campagna Unitaria denominata “Primavera Antirazzista”, aperta a tutte le realtà che, nel rispetto della propria autonomia, sono intenzionate a dar vita ad iniziative, momenti di lotta, sensibilizzazione e dialogo interculturale nel Paese.

Il primo marzo si propone innanzitutto una giornata di astensione dai consumi, valorizzando però iniziative variegate, incontri, manifestazioni, concerti, assemblee nelle scuole, giornali parlati, che raccolgano l’importanza di lanciare un segnale forte al Paese sul tema dell’immigrazione e le condizioni dei migranti e delle minoranze.

Il 21 marzo “giornata Internazionale contro il razzismo” promossa dall’ONU sarà soprattutto una “giornate con gli immigrati e le immigrate” e come il 1°marzo dovranno fiorire mille iniziative nelle comunità locali, nella società e nel territorio, nei luoghi di aggregazione e di vita, nel mondo dello sport.

Tra il 1° ed il 21 marzo si collocheranno iniziative diffuse, utili a valorizzare il ruolo e la presenza migrante in Italia e la necessità di contrastare ogni forma di razzismo, il bisogno di estendere lo spazio dei diritti e di contrastare quello dello sfruttamento e delle mafie, come ci ricordano i tragici fatti di Rosarno.

Si tratterà di iniziative che interesseranno il mondo del lavoro, della scuola e i luoghi di socialità, che saranno promosse autonomamente dai singoli soggetti aderenti e di volta in volta concordate. La “Primavera antirazzista” vuole essere una campagna permanente.

A tutti coloro che si ritroveranno in questa campagna, immigrati e italiani, si propone d’indossare un nastro giallo, come simbolo di riconoscimento ed assunzione di responsabilità, della dignità e dell’uguaglianza delle persone. Nelle iniziative della campagna si valorizzeranno i valori ed i principi della nostra Costituzione. Difendere e promuovere i diritti dei migranti significa difendere e promuovere i diritti di tutti e di tutte.

mercoledì 26 agosto 2009

Lentamente muore (P. Neruda)

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(P. Neruda)
Dire non basta, poiché le parole che non si traducono in azione " sono portatrici di pestilenza"
William Blake