

"Una problematica emersa a fine luglio è quella relativa alla contaminazione del guar gum prodotto da una ditta Indiana. Essendo il guar gum utilizzato come additivo per prodotti alimentari, vi è stato un coinvolgimento di molti alimenti. Dopo la prima notifica di allerta, si è provveduto ad informare tutti gli Uffici di sanità marittima aerea e di frontiera,per intensificare i controlli all’importazione per la ricerca di diossina e pentaclorofenolo sul guar gum (semi, farina e altri prodotti che lo contengono) proveniente dall’India. Successivamente sono stati informati gli Assessorati alla sanità delle Regioni e Province Autonome ed invitati a predisporre un’attività di controllo o monitoraggio. Inoltre sono state informate le principali Associazioni di categoria ed invitate a dare massima diffusione della notifica di allerta, a scopo precauzionale, a tutti i loro Associati. Le indagini relative alla tracciabilità dei prodotti ottenuti dal guar gum è tuttora in corso e, solo recentemente, hanno evidenziato che una parte di alcuni prodotti finiti, sono stati esitati al consumatore. La Commissione Europea, per fronteggiare la problematica del guar gum contaminato, ha inviato agli Stati membri una apposita nota operativa sui provvedimenti da adottarsi (2007/499 add.7) . Tali modalità operative prevedono che i semilavorati o prodotti intermedi derivati dall'utilizzo di guar gum contaminato, che siano stati già utilizzati come ingredienti di alimenti, andranno sottoposti a campionamento ufficiale. Queste indicazioni sono state inoltrate a tutti gli organi competenti per il controllo ufficiale, specificando che in caso di esito sfavorevole, o di non disponibilità del prodotto per il campionamento, andrà attivato il ritiro da parte degli operatori del settore alimentare, attraverso tutta la catena commerciale. Nel caso che il prodotto sia stato commercializzato presso il consumatore, l’operatore del settore dovrà attivare il richiamo prevedendo, come previsto dalla normativa vigente comunitaria e nazionale, comunicati di informazione anche attraverso i media. Le autorità sanitarie territorialmente competenti dovranno verificare l’avvenuta applicazione di quanto sopra esposto."
Quello pubblicato è solo un estratto del documento relativo all'additivo in questione, per leggere l'informativa completa cliccare qui.
Fonte: Ministero della SaluteCon un'interrogazione parlamentare ai Ministri dell'ambiente, della sanità e della difesa, tre senatori di Rifondazione Comunista chiedono un'indagine tecnico-scientifica per appurare la natura dell'inquinamento ambientale in rapporto all'elevato numero di bambini morti per leucemie registrato nella provincia di Siracusa. Tra le ipotesi più accreditate l'emissione di radioattività a seguito di alcuni incidenti ad aerei delle forze armate USA di stanza nella base di Sigonella.
LIOTTA, RUSSO SPENA, MARTONE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e della difesa - Premesso che:
in provincia di Siracusa nella zona nord, nei comuni di Lentini, Carlentini e Francofonte, i bambini muoiono di tumore con tassi più elevati che in ogni altra zona d'Italia, in particolare leucemie e linfomi, con caratteristiche totalmente diverse dalla situazione già conosciuta di Augusta, Priolo e Gela, così come riportato da una recente inchiesta giornalistica sulla rivista "Left-Avvenimenti", n. 35 del 31 agosto 2007;
il fenomeno sta divenendo sempre più preoccupante, perché si sta consolidando e moltiplicando la mortalità e l'incidenza di tumori del sangue, così come accertato e documentato nell'Atlante "mortalità per tumori" (volume 2) realizzato dall'Azienda sanitaria locale n. 8 di Siracusa, con il contributo scientifico dell'Università di Catania;
tale rapporto dell'ASL 8 ipotizza una causa di inquinamento determinata dalla presenza sul territorio di «discariche illegali di scorie radioattive. Infatti le radiazioni ionizzanti sono associate ad un aumento di rischio per leucemie e possono avere due origini: origini nucleari, per disintegrazione di radionuclidi naturali come il radon o per disintegrazione di radionuclidi artificiali come nel caso delle centrali nucleari o delle bombe»;
la zona colpita ricade in prossimità dell'insediamento militare NATO di Sigonella, zona nella quale negli anni '80 si sono registrati due gravi incidenti di aerei militari coperti da segreto di Stato: il 12 luglio 1984, alle ore 14,45 precipitò un aereo americano, un quadrigetto Lockheed C141B "Starlifter" dell'US Air Force, con un carico di 44 tonnellate, e nel giugno del 1985 un altro velivolo dell'aviazione americana, in volo verso la base di Sigonella, perse quota sulla zona di Lentini. In entrambi i casi furono interdette le inchieste della magistratura, la viabilità e mobilità di mezzi e persone fino alla rimozione di tutti i resti dei velivoli di cui, allora ed oggi, non sappiamo che cosa trasportassero. Sono state scoperte da parte della Direzione investigativa intimafia discariche abusive di rifiuti tossici, con il coinvolgimento di ditte prestanome dei gruppi mafiosi catanesi di Santapaola-Ercolano, che smaltivano anche per la base di Sigonella;
le famiglie dei bambini deceduti hanno promosso con coraggio e alto senso civico l'associazione "Manuela-Michele", che dal 1991 si batte per far luce sul gran numero di bambini deceduti in loco a causa della leucemia, e che ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa, sollecitando un'indagine sulla concreta possibilità che i numerosi casi di leucemia possano essere causati dalla commissione di reati contro l'ambiente, con inquinamento delle falde freatiche e dei terreni, ovvero dalla presenza di radioattività nociva nel triangolo Lentini, Carlentini, Francofonte,
si chiede di sapere:
se il Ministro dell'ambiente e il Ministro della salute non ritengano urgente e necessaria un'indagine tecnico-scientifica per appurare il nesso eziologico e la natura dell'inquinamento ambientale in rapporto all'elevato numero di bambini morti per leucemie registrato nella provincia di Siracusa nel triangolo Lentini, Carlentini, Francofonte;
se il Ministro della difesa intenda rimuovere il segreto di Stato, documentando alla magistratura di Siracusa ed agli altri Ministri in indirizzo natura e composizione dei carichi distrutti nei due incidenti di aerei militari e in tutti i casi di velivoli militari precipitati dagli anni '80 ad oggi, nonché dei rifiuti smaltiti dalla base militare NATO di Sigonella nelle discariche abusive gestite dai clan mafiosi Santapaola-Ercolano, ovvero che cosa, come e dove vengano smaltiti i rifiuti catalogati come tossici e nocivi della base NATO di Sigonella.
Roma, 13 settembre 2007
Fonte: http://www.terrelibere.org
ROMA - Si è svolto oggi presso la presidenza del Consiglio, dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali (Diset), un incontro finalizzato alla verifica degli aspetti amministrativi-autorizzativi necessari a dare attuazione all'Accordo di Programma per la qualificazione e reindustrializzazione del Polo petrolchimico di Priolo. È quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. Come deciso nell'ultimo incontro tenutosi a Palazzo Chigi il 19 luglio scorso - presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta e al quale ha partecipato il Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani - la questione attiene alle autorizzazioni amministrative per realizzare le bonifiche necessarie affinchè le aree siano disponibili e utilizzabili per nuovi insediamenti industriali. All'incontro di oggi hanno partecipato rappresentanti della presidenza del Consiglio e dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico; della Regione Sicilia, della Provincia di Siracusa, dei Comuni di Siracusa, Melilli, Augusta e Priolo; e dell'Associazione industriali. Per le aziende sono intervenuti rappresentanti della Syndial, dell'Eni, della Erg, della Polimeri Europa e della Sasol Italy. Nel corso della riunione sono state evidenziate le difficoltà incontrate per procedere speditamente alle bonifiche delle aree e alla messa a disposizione delle stesse per nuovi insediamenti a partire dalle aree prioritarie su cui ci sono richieste di aziende industriali. Vi sono stati approfondimenti e chiarimenti tra Amministrazioni e aziende.
Per accelerare i tempi, il ministero dell'Ambiente ha avanzato la proposta, integrata e accettata dai partecipanti, di definire un accordo complessivo sulla bonifica dell'area operando con tutti i soggetti interessati - e principalmente con Syndial ed Erg - per giungere entro un mese a un progetto di bonifica condiviso tra amministrazioni e aziende, da approvare.Fonte : La Sicilia.it 27/09/2007
A rilanciare ulteriormente lo sviluppo immobiliare di Ortigia, cuore antico di Siracusa e oggetto da anni di un recupero urbanistico spesso discusso, ci sarebbero l’imminente vendita del vecchio carcere borbonico (quindi con la riqualificazione dello scorcio di Ortigiaa ridosso del parcheggio Talete), l’avvio dei lavori di un porto turistico per super yatch e dal 2010 l’apertura della zona di libero scambio (zdl) nel Mediterraneo. Nel centro storico sono ancora numerosi gli edifici da ristrutturare (solo il 10% del patrimonio edilizio è stato recuperato). In realtà, secondo alcuni, a Ortigia i prezzi sono alle stelle. Da oltre 20 anni i privati che vogliono investire in questo recupero (la prima legge speciale regionale è del 1976; poi seguita dalla 34/85 integrata nel ‘96) possono concorrere a ricevere finanziamenti a fondo perduto (pari al 70% del costo complessivo per le facciate, al 60% per le parti comuni, al 30% per gli interni entro il massimale di 585,25 euro almq).
Ortigia ha beneficiato di finanziamenti europei(Piano Urban che individua delle zone prioritarie di intervento). E più di recente ulteriori fondi sono stati previsti per chi investe in immobiliare a destinazione turistica. Secondo alcune stime tra il 1995 e il 2001 sono stati erogati da Regione, Stato e Ue 250 miliardi di lire andati per il 48% a edifici storici e chiese, per il 24% ai privati e per il resto a opere di urbanizzazione. Tutto questo ha messo il turbo al mercato immobiliare: fino al 1996 a Ortigia per soli 50 milioni di lire si comprava un intero palazzo che ora vale almeno dieci volte. E se all’epoca il prezzo medio al metro quadrato viaggiava tra 100 e 200 mila lire oggi per immobili da ristrutturare è tra i 500 e i 700 euro mentre per quelli già ristrutturati si arriva a 1.500 euro.
Lucilla Incorvati
Fonte: Il sole 24 ore (22/09/2007)
Anche Cremona risponde alla Mobilitazione Nazionale promossa dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero per il 22 settembre con una manifestazione che si terrà in piazza del Duomo domenica pomeriggio a partire dalle 16.
(Nella foto uno dei due striscioni che abbiamo posizionato sulla facciata del Duomo di Cremona in occasione della manifestazione)
Clicca per leggere gli articoli apparsi sui quotidiani “La Cronaca” e “La Provincia“.
Il 22 settembre la Rete Nazionale Rifiuti Zero promuove una giornata nazionale di mobilitazione contro il persistere della truffa dei sussidi all’incenerimento. Occorre inviare al Parlamento italiano un chiaro e forte messaggio di INDISPONIBILITA’ nel continuare a subire il “dirottamento” di ingentissime somme sottratte dalle tasche dei cittadini per finanziare i gruppi dell’industria sporca togliendoli alle fonti di energia pulita e a politiche di incentivazione del compostaggio e del riciclaggio. Per questo invitiamo tutte le realtà locali a farsi carico di attività diffuse su tutto il territorio nazionale. Se non si è in grado di organizzare attività eclatanti sarà COMUNQUE UTILISSIMO anche inviare documenti alla stampa, magari convocare conferenze stampa funzionali anche alle vertenze territoriali locali, promuovere “semplici” volantinaggi, organizzare tavoli informativi ecc. NESSUNA INIZIATIVA SARA’ INSIGNIFICANTE PERCHE’ TRARRA’ FORZA DA TUTTO IL QUADRO DI ATTIVITA’ SVOLTE A LIVELLO NAZIONALE . Infatti ogni iniziativa (da segnalarci quanto prima e comunque non oltre il 20) farà parte di un ELENCO CHE INVIEREMO ALLE AGENZIE DI STAMPA NAZIONALI MA ANCHE A UN BUON NUMERO DI PARLAMENTARI E MINISTRI. Ricordiamo che è GIA’ A DISPOSIZIONE su http://ambientefuturo.interfree.it e su http://it.groups.yahoo.com/group/noinc/files UN DEPLIANT NAZIONALE CHE PUO’ ESSERE SCARICATO E UTILIZZATO DAI GRUPPI LOCALI.
Ad oggi si segnalano già molte iniziative tra le quali spiccano la MANIFESTAZIONE REGIONALE A PALERMO promossa dalle realtà siciliane del COORDINAMENTO REGIONALE “DECONTAMINAZIONE SICILIA”, una serie di attività informative programmate dal COMITATO DI MALAGROTTA di Roma in lotta contro il gassificatore che si vuol attivare anche grazie ai sussidi pubblici. Altre iniziative sono segnalate un po’ da quasi tutte le regioni italiane comprese la Sardegna, l’Abruzzo, la Calabria , la Puglia, la Campania, il Piemonte, la Lombardia , l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche.
Come si vede, quanto esce è maggiore dei rifiuti che entrano. Va sottolineato che molti dei prodotti di combustione emessi sono più tossici dei rifiuti da cui sono derivati.
Clicca qui per leggere le dichiarazioni del nostro carissimo e poco-informato assessore.
Articolo apparso su "Gazzetta del Sud" del 20/08/2007
L'ordine di ritiro, il secondo annunciato recentemente dal gigante dei giocattoli made in Usa, riguarda 18,2 milioni di giocattoli magnetici a livello globale, di cui 9,5 milioni negli Usa, compresi 7,3 milioni di esemplari di pupazzi di Polly Pocket, 683.000 esemplari di Barbie e 345.000 Batman.
Sono state richiamate anche 253.000 macchinine modello Pixar "Sergente" di metallo dipinto con una vernice ad alto contenuto di piombo.
In Italia, secondo una nota, sono 30.000 i modellini di macchina "Sergente" -- distribuita ai rivenditori tra maggio e agosto 2007 -- ritirati.
Mattel Italy ha attivato un numero verde (800113711) a cui i consumatori si possono rivolgere per tutte le informazioni sul ritiro dei prodotti interessati, tra cui anche circa 500.000 giocattoli con magneti, prodotti dal 2002 fino al gennaio 2007, che non sono però più in distribuzione.
"La nostra priorità è la sicurezza dei bambini che giocano con i nostri giocattoli", spiega in una nota Emilio Petrone, vice presidente di Mattel Sud Est Europa, Medio Oriente e Africa e presidente di Mattel Italy.
"Per questo abbiamo attivato immediatamente la procedura di richiamo volontario dei prodotti che presentano certe anomalie e stiamo attivamente collaborando con le autorità e con i nostri rivenditori per rimuovere il prodotto dagli scaffali".
PERICOLI PER LA SALUTE
La Commissione statunitense per la sicurezza dei prodotti ha dichiarato che sono stati registrati tre casi di bambini che, dopo aver ingerito piccoli magneti, hanno sofferto di perforazione o blocco intestinale, che può rivelarsi letale.
Anche il piombo può avere ripercussioni sulla salute, compresi danni al cervello.
I giocattoli oggetto del richiamo sono stati prodotti da uno dei fornitori di Mattel in Cina, che ha subappaltato parte del lavoro ad un altro fornitore cinese, responsabile di aver violato gli standard ed i requisiti di sicurezza imposti da Mattel.
La notizia del secondo ritiro arriva a poche ore dal suicidio del proprietario di una fabbrica cinese al centro del primo richiamo di giocattoli dal mercato, alcuni giorni dopo che la Mattel aveva identificato la sua società come la produttrice degli articoli in questione.
Circa 1,5 milioni di giocattoli per bambini in età prescolare prodotti da Lida Toy Company, fabbrica cinese sotto contratto con l'unità della Mattel Fisher-Price, sono stati ritirati dal mercato mondiale la settimana scorsa dalla società americana a causa della vernice con quantità eccessive di piombo.
Mattel ha annunciato di stare espandendo il suo programma di test per assicurarsi che i giochi dipinti da parti terze siano sicuri prima di essere inviate nei negozi.
La società ha anche acquistato oggi una pagina di pubblicità su Wall Street Journal, New York Times e Usa Today, raffigurante tre bimbi che giocano insieme, e una lettera dell'amministratore delegato Robert Eckert indirizzata ai genitori in cui dà rassicurazioni sul livello di sicurezza dei giochi Mattel.
La notizia del nuovo richiamo ha provocando un calo del titolo Mattel, che alle 18:50 sta perdendo intorno al'1,65%, a 23,18 dollari, dopo aver toccato un minimo di 22,10 dollari.
Per maggiori informazioni sui giocattoli oggetto del ritiro in Italia cliccare qui.Fonte: Reuters Italia
I dati che riporto qui di seguito sono stati prelevati dal sito dell' INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti), un registro contenente informazioni su emissioni in aria e in acqua di specifici inquinanti provenienti dai principali settori produttivi e da stabilimenti di grossa capacita presenti sul territorio nazionale
Complesso: TAMOIL RAFFINAZIONE S.P.A. Indirizzo: PIAZZALE CADUTI DEL LAVORO 30 Regione: LOMBARDIA Provincia: CREMONA Comune: CREMONA - Cap: 26100
| Emissione di Benzene nel 2005
12.048,7 Kg/a |
Raffinerie di petrolio e di gas |
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Ragione sociale: ESSO ITALIANA S.R.L. Complesso: Raffineria d'Augusta Indirizzo: CONTRADA MARCELLINO Regione: SICILIA - Provincia: SIRACUSA - Comune: AUGUSTA - Cap: 96011
| Emissione di Benzene nel 2005
28.714,0 Kg/a |
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Ragione sociale: ERG Raffinerie Mediterranee SpA Complesso: Erg Raffinerie Mediterranee Raffineria Isab Impianti Nord Indirizzo: STRADA PROVINCIALE ex SS 114, Litoranea Priolese km 9,5 snc Regione: SICILIA - Provincia: SIRACUSA - Comune: PRIOLO GARGALLO - Cap: 96010
| Emissione di Benzene nel 2005
24.018,4 Kg/a |
Raffinerie di petrolio e di gas |
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Ragione sociale: ERG Raffinerie Mediterranee SpA Complesso: ERG Raffinerie Mediterranee SpA - Raffineria Isab - Impianti Sud Indirizzo: STRADA STATALE ex 114 km 146 Regione: SICILIA - Provincia: SIRACUSA - Comune: PRIOLO GARGALLO - Cap: 96010
| Emissione di Benzene nel 2005
23.069,0 Kg/a |
Raffinerie di petrolio e di gas |
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Ragione sociale: POLIMERI EUROPA SPA Complesso: Stabilimento di Priolo Indirizzo: STRADA PROVINCIALE ex S.S. 114 Regione: SICILIA - Provincia: SIRACUSA - Comune: PRIOLO GARGALLO - Cap: 96010
| Emissione di Benzene nel 2005
25.400,0 Kg/a |
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Il benzene (C6H6) è il più semplice dei composti organici aromatici. È un liquido incolore dal caratteristico odore aromatico pungente che diventa irritante a concentrazioni elevate
Il benzene è uno dei composti organici più utilizzati. Su scala industriale viene prodotto attraverso processi di raffinazione del petrolio e trova impiego principalmente nella chimica come materia prima per numerosi composti secondari, che a loro volta vengono utilizzati per produrre plastiche, resine, detergenti, pesticidi. È un costituente della benzina che, assieme ad altri idrocarburi aromatici (toluene, etilbenzene, xileni, ecc.), ne incrementa il potere antidetonante aumentandone il numero di ottano. Fu aggiunto alla benzina in ragione di alcuni punti percentuali fino agli anni '50, quando il piombo tetraetile lo rimpiazzò completamente. A seguito dell'eliminazione del piombo nelle benzine, il benzene è tornato in uso. Negli Stati Uniti, come pure in Europa, per via dei suoi effetti deleteri sulla salute, le autorità hanno posto il limite del contenuto di benzene nella benzina all'1% in volume.
La respirazione di aria contaminata da benzene a livelli elevati produce stati confusionali, tachicardia, mal di testa, tremore ed incoscienza; livelli molto elevati possono essere mortali. Mangiare o bere cibi contaminati da benzene può causare vomito, irritazione delle pareti gastriche, sonnolenza, convulsioni, tachicardia e morte.
Il benzene è un cancerogeno riconosciuto che danneggia in modo particolare le cellule germinali.
I più gravi effetti che si manifestano in caso di esposizione a lungo termine sono principalmente a carico del sangue. Il benzene danneggia il midollo osseo e provoca un calo del numero dei globuli rossi portando all'anemia. Può inoltre ostacolare la coagulazione del sangue e deprimere il sistema immunitario. Tra gli effetti a lungo termine rientra anche la leucemia.
Alcune donne esposte a livelli elevati di benzene per molti mesi hanno avuto anomalie nel ciclo mestruale ed una diminuzione del volume delle ovaie. Non è ancora noto se l'esposizione al benzene danneggi il feto durante la crescita e possa ridurre la fertilità maschile. Studi condotti su animali hanno dimostrato che l'esposizione al benzene durante la gravidanza porta a nascite sotto peso, ritardi nello sviluppo osseo e danni al midollo osseo dei nascituri.
È possibile misurare l'esposizione al benzene attraverso le analisi delle urine, del sangue e del fiato espirato. Nel primo caso l'analisi può essere però falsata dal fatto che i prodotti di degradazione metabolica del benzene sono gli stessi derivati dal metabolismo di altre sostanze. Negli altri due casi, le analisi vanno eseguite in tempi brevi dopo l'esposizione, dato che il benzene viene metabolizzato abbastanza rapidamente.
L'agenzia di protezione ambientale statunitense (EPA) ha fissato il limite massimo di benzene nelle acque potabili a 0,005 mg/l ed ha posto l'obbligo di denunciare versamenti accidentali di benzene nell'ambiente superiori a 10 libbre (circa 4,5 Kg).
L'agenzia statunitense per la sicurezza sui luoghi di lavoro (OSHA) pone il limite di esposizione al benzene nell'aria a 1 ppm per un massimo di 8 ore al giorno e 40 ore settimanali. In Europa il limite (TLV-TWA) è fissato a 0,5 ppm per un'esposizione prolungata e a 2,5 ppm per esposizioni non superiori ai 15 minuti.
I lavoratori di diverse attività sono potenzialmente esposti a livelli pericolosi di benzene. Tra queste si annoverano l'industria della gomma, le raffinerie, le acciaierie, gli impianti per la produzione di carbon coke, gli impianti chimici, i calzaturifici e gli impianti petrolchimici. Si è stimato nel 1987 che negli Stati Uniti le persone potenzialmente esposte per motivi professionali al benzene fossero circa 237.000.
L'uso del benzene come antidetonante nella cosiddetta "benzina verde" ha reso il traffico urbano una delle principali fonti di inquinamento da benzene dell'aria delle città e del loro hinterland. Si calcola[1] che il traffico automobilistico sia responsabile dell'82% del benzene che inquina l'aria delle aree urbane. Tuttavia, l'esposizione maggiore al benzene da parte dell'organismo deriva da attività come verniciare e usare di solventi (34%), per il 38% dal traffico automobilistico e per il restante dall'industria. È noto[2] come, all'interno delle abitazioni, si possano raggiungere concentrazioni di benzene varie volte superiori ai limiti stabiliti per legge per l'inquinamento nelle citta.
In Italia, il decreto ministeriale del 25 novembre 1994 fissa in 10 µg/m3 di benzene l'obiettivo di qualità dell'aria da rispettare a partire dal 1999. I dati rilevati nel 2000 nelle principali città italiane si sono assestati su un livello medio di 35 µg/m3
Roma - Non solo le polemiche, non solo l’imbarazzo in famiglia, non solo la tessera dell’Udc finita nel cestino. La «notte brava» di Cosimo Mele, il festino nell’albergo di via Veneto nella notte tra il 27 e il 28 luglio, costa all’ex deputato anche l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura di Roma, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo d’inchiesta affidato al pm Carlo Luberti. Che indaga per il reato di cessione di stupefacente.
Dopo l’interrogatorio di Francesca Z. (la squillo ricoverata per un malore forse dovuto alla cocaina al termine della nottata tra venerdì e sabato) e dell’altra ragazza che avrebbe partecipato alla «festa» con Mele nella stanza dell’hotel Flora, infatti, la posizione del parlamentare si sarebbe complicata. La seconda ragazza avrebbe confermato agli uomini della squadra mobile di Roma che durante il «festino a tre» sarebbe circolata della cocaina. E così Mele si ritrova indagato per cessione di stupefacente: secondo l’ipotesi al vaglio della procura di Roma avrebbe insomma portato lui la droga in camera, offrendola alla prostituta. Lunedì gli inquirenti cercheranno di appurare se il deputato era presente o meno al momento del consumo della coca. Per farlo, contano sulle perizie da effettuare sui reperti sequestrati nella stanza dell’albergo. Si tratta di diversi oggetti, su alcuni dei quali sarebbero presenti tracce di sostanze sospette. Che andranno analizzate dalla scientifica.
A finire sotto il microscopio, anche la «chiave» della camera del Flora, una scheda elettronica sulla quale si cercheranno residui di cocaina per capire se quell’oggetto, nella certa disponibilità del deputato ex Udc, sia stato utilizzato per preparare le «piste» da sniffare. Mele, infatti, pur ammettendo di aver passato la notte con una ragazza, ha negato fin da subito non soltanto di aver utilizzato o ceduto, ma anche visto droga nella stanza dell’albergo.
Gli investigatori, intanto, starebbero valutando di estendere le ipotesi di reato anche all’omissione di soccorso: da alcune delle testimonianze raccolte, infatti, emergerebbero incongruenze sulla tempestività dell’allarme al 118 per il malore della squillo, che per la verità si è rivelato essere molto leggero, tanto che la ragazza si è ripresa subito dopo l’arrivo in ospedale, al San Giacomo di Roma, dove è stato comunque provato che aveva assunto cocaina. Si stanno dunque svolgendo accertamenti per chiarire chi, e quando, abbia fatto materialmente la telefonata per richiedere l’intervento dei sanitari. Mele, nei giorni scorsi, ha sostenuto di aver telefonato lui stesso per far arrivare l’ambulanza in albergo. La ragazza, Francesca, invece ha raccontato in un’intervista che quella telefonata l’avrebbe fatta lei, mentre il parlamentare 50enne avrebbe cercato di toglierle il cellulare di mano per impedirle di chiedere aiuto.
Il deputato, che si è subito dimesso dall’Udc, passando al gruppo Misto, e che è assistito dagli avvocati Titta Madia e Livia Lo Turco, dopo l’ufficializzazione della sua iscrizione nel registro degli indagati preferisce replicare con «un rigoroso no comment» alla notizia. Il suo interrogatorio non è imminente: la procura lo avrebbe messo in calendario solo dopo la pausa estiva, a settembre. Ma Mele potrebbe chiedere di essere ascoltato prima. fonte: www.ilgiornale.itDire non basta, poiché le parole che non si traducono in azione " sono portatrici di pestilenza"
William Blake